Le sezioni
Il
percorso museale illustra il pastoralismo sardo come una concezione del
mondo, una forma di vita globale; l'esposizione inizia con l'immagine
della partenza del pastore dalla sua casa;
il
carro esposto rimanda metaforicamente al viaggio, invita il visitatore
a partire con il pastore verso i territori della transumanza, verso un
altrove pastorale sconosciuto.
Piano terra
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Nella
prima sezione, localizzata negli spazi del piano terra, sono delineati
i tratti salienti della organizzazione pastorale nomade e la specificità
del sistema pastorale tradizionale sardo e barbaricino, con riferimento
alla duplicità e stagionalità dei luoghi produttivi e di
vita del pastore, alla scissione periodica della famiglia
pastorale in
due unità maschile e feminile, alla rigidità dei ruoli sessuali
e sociali ascritti. Un'imponente e ricca collezione di foto in bianco
e nero e alcuni documenti d’epoca arricchiscono la narrazione, evocano
immagini di famiglie pastorali e di gruppi parentali di ieri.
Primo Piano
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Un'altra
sezione localizzata negli ambienti del primo piano della casa, dove alcuni
arredi sono stati ben conservati ed evocano atmosfere familiari, illustra
le attività e i ruoli delle figure che garantivano la sopravvivenza
della famiglia e la continuità del sistema pastorale. La zona della
cucina,
dove sono stati conservati due antichi forni, suggerisce un’immagine
del passato ed espone oggetti dedicati prevalentemente alla panificazione,
mentre in un altro ambiente si rimanda al lavoro contadino, artigianale
e di cura, al lavoro femminile svolto dentro e fuori dal paese attraverso
l'esposizione di oggetti d'uso quotidiano e di materiali audiovisivi.
In
una sala vengono illustrate le occasioni di cerimonialità, le feste
sacre e quelle profane, gli abiti delle feste, su co’one de
frores, sontuoso pane cerimoniale confezionato annualmente per la
festa di San Giovanni, un quadro del pittore Giovanni Biasi dal titolo
“Processione a Fonni” (1919-
20 circa); una riproduzione sonora
di canti e suoni del tempo festivo sottolinea i momenti di ritualità
e di cerimonialità, esalta il valore della socialità e coralità.
Secondo Piano
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All'ultimo
piano dell'edificio trova spazio la sezione dedicata alla figura del pastore,
ai luoghi di vita e di lavoro, al mestiere del pastore nel passato e nel
presente, con uno sguardo al futuro. Si parla di perenne mobilità,
di transumanza, di luoghi consuetudinari di percorrenza e di arrivo; si
parla di relazioni pastorali, di solidarietà ma anche di vendetta.
In una sala sono illustrati i lavori stagionali e le operazioni quotidiane;
una
grande pedana circolare indica i cicli delle lavorazioni attraverso l'esposizione
degli oggetti d'uso e la visione di brevi filmati che illustrano la transumanza,
la mungitura, la caseificazione e la tosatura attraverso immagini, suoni
e testimonianze orali.
Il
percorso espositivo si conclude nella sala dove si parla dei cambiamenti
recenti, della sedentarizzazione dei pastori barbaricini e dove ci si
interroga sulle prospettive di sviluppo futuro, pastorale ma non solo;
la postazione
audiovisiva propone filmati delle attività artigianali
nei laboratori di oggi, dove a partire da saperi tradizionali si valorizzano
nuove risorse finanziarie e umane realizzando prodotti di vario tipo
per il mercato interno ed esterno. La stessa postazione propone anche
la visione di filmati d'archivio relativi ai vari temi trattati nel museo;
costituisce un'opportunità di approfondimento per il visitatore e un'occasione
per lo svolgimento di attività didattiche di gruppo con le scolaresche.